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Lettera di don Giovanni per la Settimana Santa

Cari amici di San Bernardo, San Giovanni e San Michele,

a passi svelti ci avviciniamo alla Pasqua che sarà segnata anche quest’anno da una limitazione nei nostri spostamenti e nelle possibilità di movimento. Anche io, come ognuno di voi, mi ritrovo a dover riorganizzare tempi e spazi con tanti cambi di programma all’ultimo, e il contatto con molte famiglie che da vicino sono toccate dalla pandemia in modi diversi mi fa avvertire tutta la fatica e la sofferenza, non solo fisiche, che in questo momento attraversiamo. Come cristiano con voi e come vostro pastore sento allo stesso tempo il desiderio di invitare ognuno di voi, come personalmente a tu per tu, a non permettere al tempo che passa in questa lunga attesa di lasciarci vivere ma di vivere il tempo uniti al Signore, e dare così un significato anche alla fatica e al dolore. Sì, è possibile!

Pur essendo limitati maggiormente negli spostamenti e nella attività, essendo in zona rossa, possiamo però proporci di vivere il tempo della Quaresima che resta e la preparazione alla Settimana Santa che ancora una volta ci farà puntare lo sguardo su Gesù che con noi e come noi attraversa le passioni di ogni uomo e di ogni storia personale.

Desidererei che ci ricordassimo che al cuore dell’esperienza personale di fede e del nostro sentirci Chiesa dentro una comunità concreta, c’è anzitutto la celebrazione della Santa Messa domenicale: questa resta il ritrovo più grande – permesso anche in zona rossa – per sentire che in Gesù i nostri legami sono forti e veri, più forti che attraverso video chiamate o gruppi on line, perché dove c’è Dio e le nostre voci si uniscono nell’adorazione e nel ringraziamento, c’è anche il vero incontro tra persona e persona.

Due Settimane ci stanno davanti con alcuni appuntamenti che ci aiutano a vivere più intensamente la Pasqua. Essenziale non è tanto cercare l’originalità o il gusto personale, ma accostarci a Dio che ci vuole parlare e incontrare sicuramente e soprattutto dentro questi momenti che ci vengono offerti: non è infatti tanto la nostra ricerca o lo stimolo del momento a guidarci nel cammino di conversione, ma l’azione dello Spirito Santo nelle nostre anime e la potenza della sua presenza. Dare a Dio un po’ del nostro tempo è già in sé un movimento carico di frutti per noi e quindi per gli altri. Vorrei così richiamare l’attenzione su due suggerimenti per vivere con frutto l’avvicinarsi della Pasqua.

Anzitutto la proposta della Settimana degli Esercizi spirituali da lunedì 21 a venerdì 26 marzo e le celebrazioni della Settimana Santa: purtroppo anche quest’anno le limitazioni imposte in zona rossa ci impediscono di vivere gli esercizi in presenza e dobbiamo tornare alla modalità streaming. Questo sacrificio possiamo trasformarlo in occasione per viverli in una dimensione “familiare”, coinvolgendo magari qualcuno in più in casa, curando il luogo e la modalità per seguire la meditazione (forse non conviene sul divano come per guardare la TV), e prendendo qualche ritaglio di tempo per dare più tempo per la preghiera, magari passando in Chiesa e fermandoci davanti a Gesù nel Tabernacolo. Data la modalità, gli esercizi coinvolgeranno, con appuntamenti diversi, gli adulti e i giovani, mentre per bambini e ragazzi proponiamo alcuni momenti in presenza durante la Settimana Santa.

E poi l’impegno a vivere gli appuntamenti della Settimana Santa in presenza: dalla domenica delle Palme, ai giorni del Triduo Santo, con gli orari che nei prossimi giorni saranno pubblicati.

Il secondo suggerimento è di vivere ciascuno personalmente il Sacramento della Confessione, e faccio mie le parole dell’Apostolo: «Vi supplichiamo in nome di Cristo lasciatevi riconciliare con Dio!» (2 Cor  5, 20) : l’incontro con l’abbraccio misericordioso del Padre è ciò che davvero ci rende nuovi, ci libera dal peso della colpa e ci restituisce un cuore più grande per amare. Per favorire questo già a partire dal sabato della Vigilia delle Palme verranno offerti molti orari di disponibilità per questo Sacramento, fino al Sabato Santo incluso; questo è il vero cuore della preparazione alla Pasqua e il vero passaggio dalla vita vecchia a quella nuova, e se ci sembra poca cosa guardiamo Cristo Crocifisso che ripete a ognuno di noi: «Ti ho amato e ho dato me stesso per te» (cf. Gal 2, 20).

Con la mia preghiera e il mio affetto vi accompagno perché questi giorni siano un dono speciale di Dio per ognuno di voi.

don Giovanni

Carmagnola, 19 marzo 2021, festa di San Giuseppe

La Novena di Natale per i ragazzi del catechismo

Care famiglie,

il Natale è ormai alle porte e vogliamo vivere questi giorni in attesa di una nuova venuta del Signore. Forse ancora più che gli anni scorsi abbiamo bisogno che il Bambino di Betlemme venga nella notte del nostro mondo per portare la sua luce di speranza e di forza.

Per prepararci vivremo insieme la Novena di Natale invitando i bambini e i ragazzi del catechismo: l’assenza quest’anno di quasi tutte le attività extrascolastiche ci può aiutare a vivere con maggior impegno la breve mezz’ora che proponiamo ogni giorno per avvicinarci al 25 dicembre; invitiamo anche tutti coloro che in queste settimane di catechesi iniziata hanno giudicato più prudente il non partecipare, assicurando che in Chiesa sono garantite le norme di sicurezza e le distanze.

Il percorso a cui tutti i ragazzi delle annate sono invitati sarà nei giorni da mercoledì 16 a mercoledì 23 (esclusi sabato e domenica che avranno la Novena nella partecipazione alla Messa) dalle ore 16,30 alle ore 17, con il ritrovo direttamente in Chiesa. Preparare le cose importanti richiede sempre tempo e un po’ di allenamento a fare spazio a ciò che conta, e se anche ci costa un po’ per l’orario o per l’organizzazione familiare, d’altra parte questo ci ricorderà che è davvero importante in questo momento prepararci alla venuta del Signore.

Vivremo la gioia del Natale poi nelle Messe che saranno celebrate: quella della Notte alle ore 20,30 e quelle del giorno alle ore 11 o 18.

Vi aspettiamo augurandovi già da ora un Santo Natale.

don Giovanni e gli educatori della catechesi

Lettera del parroco: ripartenza delle celebrazioni con fedeli

 

Cari amici di San Bernardo, San Michele e San Giovanni,

«Senza domenica non possiamo vivere» avevano risposto i martiri di Abiténe al giudice che li interrogava. Noi, in queste settimane da inizio marzo, abbiamo vissuto lo stesso la domenica, santificando questo giorno per come ci era possibile fare: con l’unirci attraverso i canali in streaming o la televisione per la partecipazione alla Messa, con la preghiera, con il riposo in famiglia. Ora le nuove disposizioni ci permettono di poter tornare a partecipare alla Messa dal vivo e queste righe, che vi chiedo di leggere con pazienza e diffondere nelle tre parrocchie carmagnolesi, ci spiegano come farlo in sicurezza. Un grazie a tutti coloro che in queste settimane ci hanno permesso di restare “connessi” tra noi con le nostre parrocchie attraverso tanti servizi silenziosi, competenti e generosi; un grazie anche a coloro che in questa fase di “riapertura” si sono messi a disposizione per organizzare ciò che occorre. Il Signore ricompensi coloro che ci hanno fatto del bene in suo nome! Un ‘attenzione per questo momento che incomincerà da lunedì 18: non possiamo vivere la celebrazione della Messa più attenti alla preoccupazione di osservare le varie disposizioni o controllare gli altri più che la partecipazione stessa. Si tratterà quindi di prendere per tempo tutti gli accorgimenti necessari e poi non modificare posizioni o protezioni durante lo svolgimento della celebrazione; possiamo trasformare anche queste piccole attenzioni – che indubbiamente ci costano un po’ per la mancanza di abitudine – in preghiera gradita al Signore. Ricordiamoci anchenell’entrare in Chiesa – oltre a tutte queste attenzioni legate al periodo – di ciò che ancora più è importante: curare il segno di Croce e la genuflessione al Tabernacolo per salutare il Signore; le acquesantiere resteranno vuote secondo le disposizioni, ma attenzione che gel, mascherine e segnaposti non ci distolgano dal ricordarci la presenza del Signore nel luogo in cui entriamo.

Innanzitutto – come ci viene ripetuto per i vari settori – questo protocollo firmato dalla Conferenza episcopale italiana d’intesa col governo non è il ritorno alla normalità come la conoscevamo nei mesi scorsi prima della pandemia: le misure di prevenzione e di tutela della salute nostra e altrui ci chiedono alcuni adattamenti negli orari, negli spazi, nelle abitudini, come abbiamo valutato con una piccola commissione creata appositamente con un membro per ogni parrocchia e un dottore per le sue competenze in campo medico, che ringrazio di cuore.

A tutti chiedo di vivere le prossime settimane con prudenza, pazienza e attenzione. Prudenza perché a oggi sappiamo che a Carmagnola i casi positivi anche asintomatici ci sono ancora e nessuno può essere certo, avvicinando o lasciandosi avvicinare senza protezioni e distanza, di non favorire il contagio; pazienza perché non avremo in queste settimane una comodità, ormai assestata negli ultimi anni, degli orari delle celebrazioni e dovremo adattarci con spirito “sportivo” all’ esigenza del momento; attenzione perché le indicazioni qui descritte e che troveremo anche all’ingresso delle Chiese dovremo rispettarle senza eccezioni per la sicurezza di tutti: è un atto di carità essere obbedienti in questo periodo a quello che ci viene richiesto per la tutela di ognuno.

In questa fase ho preferito non chiedere la collaborazione di altri sacerdoti per le celebrazioni che, o per età o per ambienti in cui vivono, sono esposti maggiormente a rischi dovuti al contagio; per questa ragione, e anche per poter essere maggiormente presente nelle fasi di ingresso e uscita che

vanno regolate attentamente, ho dovuto provvedere a una ri–distribuzione degli orari delle celebrazioni, tenendo conto del numero dei fedeli che normalmente partecipano alla Messa.

Luoghi delle celebrazioni: dato che ci viene richiesto un calcolo del numero massimo di partecipanti sia all’esterno che all’interno, per i prossimi mesi escludiamo le Chiese in cui non sarebbe possibile mantenere le distanze di sicurezza: cappelle della parrocchia di San Michele, cappella in frazione Motta e Corno, cappella dei Cavalleri e Santuario della Bossola. Le Messe principali festive verranno celebrate, tempo permettendo, all’aperto, nei luoghi che abbiamo individuato come più adatti non solo a raccogliere il numero di fedeli maggiore possibile, ma anche perché le varie indicazioni per la sicurezza siano più facilmente osservate; vale a dire a San Bernardo nel cortile dell’oratorio con ingresso da via del Bruccio, San Michele sul piazzale della Chiesa p.za Santa Maria di Viurso (stiamo attendendo il parere del Comune e delle forze dell’ordine), a San Giovanni nel campo da calcio dell’oratorio. Le vie di accesso e di uscita saranno regolate, come richiesto dal protocollo, da alcuni volontari delle parrocchie. Per quel che riguarda gli interni delle Chiese parrocchiali e della cappella di San Giuseppe in frazione Fumeri, i posti a sedere saranno indicati con un adesivo di colore verde su cui è scritto “QUI POSSO SEDERMI” e vale sia per le celebrazioni sia per i momenti di preghiera privata nel corso della giornata; così per i posti in piedi durante le celebrazioni, che saranno indicati con l’adesivo “QUI POSSO STARE IN PIEDI”, garantendo la distanza di ognuno di un metro e mezzo. I numeri di capienza massima, sia al chiuso che all’aperto, verranno esposti fuori così come richiesto dal protocollo. Resterà impedito l’accesso alla sacrestia e ai servizi sanitari là dove in Chiesa o al di fuori ci siano, come anche fare assembramento sul sagrato o nei cortili al termine delle celebrazioni: è comprensibile che dopo tre mesi circa di “isolamento” si abbia il desiderio di tornare a incontrare amici e conoscenti, ma sono da rispettare assolutamente le distanze e il non sostare troppo a lungo come il documento richiede. Per ricevere la Comunione nella Messa e per l’uscita alcuni volontari regoleranno l’accesso e il fluire con le dovute distanze di sicurezza.

Orari delle celebrazioni: per garantire quanto anticipato nelle righe precedenti, gli orari saranno i seguenti fino a nuove indicazioni. Per le Messe festive (domenica e feste di precetto): San Bernardo ore 18 della vigilia (sabato o vigilia della festa) e ore 11 del giorno (domenica o festività); San Michele ore 9,30; San Giovanni: ore 18 del giorno (domenica o festività) e ore 16,45 in frazione Fumeri nella vigilia (sabato o vigilia della festa). Gli orari sono pensati in base al numero consueto dei partecipanti nelle tre parrocchie, alla convenienza di non avere altri celebranti esterni, ai tempi previsti per ingressi regolati. La Messa delle ore 11 sarà trasmessa ancora in streaming sul sito www.parrocchiasanbernardo.it o pagina facebook Oratorio don Giovanni Franco. La Messa feriale sarà trasmessa fino a venerdì 29 maggio. Per le celebrazioni feriali sarà celebrata la S. Messa delle ore 18 a San Bernardo, considerando la sospensione come gli anni scorsi delle Messe nei mesi di giugno, luglio e agosto nelle altre due parrocchie. Per non sostare troppo tempo nello stesso luogo in questa fase non sarà recitato il rosario prima della Messa là dove si era abituati.

Precauzioni dei singoli: ognuno dovrà recarsi in Chiesa già provvisto di mascherina da indossare fin dall’ingresso coprendo naso, bocca e mento (si raccomanda l’uso di quella classica definita “chirurgica”, non altre anche se con filtro) e possibilmente gel antibatterico per disinfettare le mani prima di entrare e dopo aver indossata la mascherina; per chi non disponesse del gel all’ingresso della Chiesa alcuni volontari lo distribuiranno. Non è richiesto l’uso dei guanti. Si raccomanda di arrivare con un certo anticipo per non creare negli ultimi minuti prima dell’inizio assembramento al di fuori. Chi presentasse sintomi simil – influenzali, temperatura corporea superiore ai 37,5° C o fosse stato a contatto con persone infette da COVID- 19 anche solo presunte è tenuto a testare a casa. E’ bene che in Chiesa ci si limiti il più possibile nel toccare oggetti di uso comune, lo stesso vale per banchi e sedie che al termine di ogni celebrazione verranno comunque igienizzati da alcuni volontari.

Servizi liturgici: secondo le disposizioni concordate con il governo in questa fase ci sarà un solo organista o chitarrista, senza la presenza del coro, con massimo tre cantori che aiutino l’assemblea nel canto; lo stesso vale per i ministranti: è richiesta la presenza di uno solo per il servizio dell’altare, con la precisazione da parte dell’Arcivescovo che è sospeso il servizio di più di uno. Non troveremo i libretti dei canti nei banchi perché è stato raccomandato di non usarli in questa fase. Per i lettori non sarà possibile la solita turnazione, di preferenza chiederemo il servizio alle suore o chi già ha prestato questo servizio a San Bernardo nelle domeniche scorse, mentre a San Michele e a San Giovanni chiederemo a chi già organizza per le celebrazioni. Anche la raccolta delle offerte non sarà fatta durante i riti di offertorio, ma al termine della Messa alcuni volontari saranno all’uscita con i cestini rossi per la raccolta. Un grazie a chi in questi mesi ha contribuito con offerte a vario titolo, perché, anche se sospese le celebrazioni pubbliche ogni parrocchia, ha continuato a provvedere, come ogni famiglia, al pagamento di bollette e altre scadenze.

Altri Sacramenti: il documento parla della ripresa anche della celebrazione degli altri Sacramenti: per la Confessione riprenderemo il sabato mattina (dal 23 maggio) a San Bernardo, ore 8,30 – 10, nella cappella invernale a porta chiusa, muniti di mascherina e con la distanza di 2 metri; il luogo si presta alla necessaria riservatezza, compatibile a un volume di voce più elevato per coprire la distanza. Per il Battesimo in questa settimana, contattando l’ufficio parrocchiale, sarà possibile prendere visione del nuovo calendario per i mesi di giugno e luglio con più possibilità di giorni e orari per permettere una celebrazione sicura. Per quel che riguarda la celebrazione delle Prime Comunioni attendiamo nuove disposizioni che sicuramente riguarderanno il periodo dopo la pausa estiva. Per il rito delle sepolture come parrocchie di Carmagnola abbiamo concordato di continuare la celebrazione con il rito esequiale al Camposanto, senza la celebrazione della Messa né il rosario la sera prima: per il tipo di celebrazione è una misura di prudenza che come parroci abbiamo ritenuto più opportuna nella nostra Città in questo periodo. La Messa in suffragio del defunto sarà celebrata alla sera alle 18 o di sabato e domenica.

Uffici parrocchiali: gli orari in queste prime settimane saranno a San Bernardo il martedì, il giovedì e il sabato mattina (orario estivo) dalle ore 9 alle ore 11,30; sarà possibile prenotare telefonicamente la Messa in suffragio dei defunti in questi orari al numero parrocchiale: 011.627.67.95; San Giovanni il venerdì mattina ore 9,30 – 11; San Michele il martedì mattina ore 9,30 – 11.

Altre attività parrocchiali: per ora tutte le altre attività restano sospese perché rientrano nella categoria di “assembramento” e, come ricordato all’inizio, questa intesa riguarda la ripresa della vita sacramentale e quindi della Comunità cristiana che ha il suo centro e il suo trovarsi a partire da qui. Come già ho invitato in diversi occasioni, i responsabili dei gruppi continuino a creare occasioni di scambio e vicinanza attraverso i social, come i gruppi dei giovani che nelle scorse settimane si sono incontrati in questo nuovo modo o alcuni consigli pastorali là dove è stato più facile organizzarli in questa veste. Stiamo attendendo indicazioni sulle attività estive per la ripresa graduale per giovani e ragazzi, pur sapendo che quest’estate non sarà possibile svolgere i campi estivi e, se ci sarà consentito, a gruppi piccolissimi sarà possibile organizzare qualche attività per le diverse fasce di età.

Le righe sono già molte e non mi sembra il caso di aggiungere altri particolari. A tutti desidero ricordare che il nostro essere Chiesa e “fare” Chiesa parte dall’Altare, per cui viviamo con gratitudine al Signore la possibilità di riprendere da ciò che per noi cristiani più conta che è il contatto vivo con il Signore Risorto, che ci aiuterà a tener vivi anche il legami tra di noi con tante iniziative anche segrete e nascoste a partire da Lui. Un caro ricordo e un abbraccio per ognuno di voi,

vostro

don Giovanni

Carmagnola, 16 maggio 2020

Settimana Santa – Messaggio del Parroco

 

Carissimi amici,

dopo i giorni di esercizi spirituali in streaming predicati da Padre Davide e trasmessi dal suo convento di Chieri, entriamo nella Grande Settimana Santa che per noi cristiani è il cuore dell’anno. Morte e risurrezione: queste due parole hanno per noi un significato ancora più forte in questo 2020 per diverse ragioni. Il nostro pensiero va ai tanti malati che soffrono negli ospedali e ai medici e agli infermieri che li assistono non solo mettendo in gioco la loro professionalità ma ancor più la loro umanità intera con sguardi, gesti, parole, silenzi: in quelle corsie e stanze Gesù torna a morire e a risorgere perché «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13). Gli occhi poi cadono sulle nostre case dove, a somiglianza dei discepoli chiusi in quel primo mattino di Pasqua, anche noi siamo chiusi “con timore”. Anche qui morte e risurrezione tornano a essere parole piene di significato: abbiamo stravolto in pochi giorni abitudini, stili di vita, contatti, orari di lavoro, occasioni di incontro; è una morte a noi stessi per la fatica e la sofferenza che proviamo, ma è una vita nuova perché anche a distanza tanti legami si sono rafforzati, tanti problemi hanno preso una dimensione diversa, tanto aiuto abbiamo dato e ricevuto. Infine morte e risurrezione nel nostro percorso di fede: abbiamo vissuto una Quaresima completamente diversa anche per i ritmi, per i mezzi usati, per i momenti che abbiamo potuto vivere insieme e anche per quelli non abbiamo vissuto e che sono stati un “digiuno e astinenza” veri e forti.

Ora ci apprestiamo a entrare nel rivivere gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù: il Papa e i Vescovi hanno dato indicazione che la Settimana Santa sia celebrata in ogni Cattedrale e Chiesa parrocchiale, senza partecipazione di popolo, ma solo con l’aiuto di un diacono, di un ministrante, di un organista, di un cantore e di un tecnico per la ripresa. E’ il primo Triduo – e speriamo l’unico – che la Chiesa si prepara a vivere in questa forma.

Anche se saremo impossibilitati a vivere questi giorni uscendo fisicamente dalle nostre case, vi invito però a sentirci realmente uniti attraverso le trasmissioni nei nostri canali: parrocchiasanbernardo.it o su Facebook: Oratorio don Giovanni Franco, negli orari che sono indicati sul volantino che si trova in allegato. Grazie alla rete fibra a cui ci eravamo già collegati lo scorso anno nella Chiesa di San Bernardo, la trasmissione è buona e permette che tutte e tre le parrocchie di San Bernardo, San Michele e San Giovanni possano sentirsi “connesse” tra di loro. Le possibilità che la televisione e il web offrono specialmente in questi giorni sono molte in tanti orari diversi: ognuno è libero di seguire ciò che preferisce, ma vi invito a seguirne una in modo completo in clima di autentica preghiera non solo da “spettatore”, senza fare “zapping” tra computer e tv come se saltassimo da un telegiornale a un film. La distanza fisica non deve indurci a “commercializzare” le celebrazioni trasmesse.

Desidero poi qui di seguito darvi anche qualche spunto più pratico per cercare di vivere specialmente i giorni del Triduo con qualche azione che vada oltre ai momenti di preghiera individuali e celebrazione in comune.

Nel Giovedì Santo rivivremo l’istituzione del Sacramento dell’Eucaristia, che è la Vita di Gesù donata a noi lungo tutto il tempo, fino alla fine del mondo; il gesto della lavanda dei piedi – che quest’anno liturgicamente non potremo ripetere nella celebrazione – racchiude simbolicamente tutta la vita di Gesù: una vita donata, messa a servizio fino a farsi schiavo per ognuno di noi. Proviamo in questo giorno a vivere un gesto concreto di servizio silenzioso, quasi che gli altri non se ne accorgano, nei confronti di chi vive con noi nel perimetro della casa, a imitazione di Gesù che nel Cenacolo vive con i dodici ciò che mette a disposizione per ogni uomo.

Nel Venerdì Santo l’attenzione sarà sulla Croce: non uno strumento di morte, ma di Amore, come padre Davide ci ha ricordato sovente in questa settimana durante gli esercizi spirituali. Proviamo a vivere in questo giorno il digiuno che la Chiesa ci chiede, che consiste nel fare un unico pasto nella giornata oltre alla colazione: ci ricorda che «non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4, 4) e offriamo questa “preghiera di pancia” per tutti i sofferenti, per i medici e gli infermieri che in questo tempo offrono competenze professionali e la loro vita per l’assistenza degli ammalati. Sarebbe bello riempire quel tempo del digiuno riprendendo con calma la lettura della passione raccontata da san Giovanni, magari insieme, come famiglia, attorno alla tavola sulla quale, invece di piatti e bicchieri, poniamo un crocifisso.

Nel Sabato Santo la Chiesa sosta in silenzio davanti al sepolcro di Gesù: il suo corpo morto, calato dalla Croce, viene posto frettolosamente nel sepolcro, ma la sua anima scende a liberare i giusti che attendevano la risurrezione. Il gesto che questa giornata potrebbe suggerirci è il silenzio: proviamo oggi a viverlo nella forma di astenerci dalle parole inutili o dannose, dagli scatti di impazienza, dalle critiche o dalle lamentele su piccoli particolari di convivenza che non ci aiutano a vivere la carità.

Infine la Domenica di Pasqua ci invita a gioire per la risurrezione di Gesù: ogni cosa brutta è stata vinta con la risurrezione, perché anche la morte diventa strada e ingresso verso la vita che non ha fine. Specialmente in questo anno chiediamo nella preghiera e lasciamo che la gioia di questo giorno contagi i nostri cuori e le nostre case. Come gesto concreto per vivere questa gioia possiamo vivere con più cura qualche momento di famiglia nel pranzo, nel pomeriggio insieme, magari per chi è più solo con qualche telefonata per sentirsi e poterci raccontare qualcosa di bello.

Un’ultima parola sul Sacramento della Confessione. Quest’anno non sarà possibile proporre orari di disponibilità nelle parrocchie per non creare assembramenti e d’altronde le misure del governo ci chiedono di limitare le uscite. Come sempre la Chiesa insegna in situazioni di necessità, siamo chiamati ugualmente a vivere un momento più esplicito di richiesta di perdono e, nell’impossibilità per oggi di accostarci al Sacramento, riconciliarci con Dio al termine del cammino quaresimale. Come momento comunitario per fare questo insieme, con le parrocchie di San Bernardo, San Michele e San Grato, al termine della Via Crucis trasmessa in streaming martedì 7 alla sera, dove seppur brevemente, ma come comunità, rinnoveremo il nostro pentimento invocando su ognuno di noi il perdono del Signore. Vi invito ad unirvi ciascuno da casa propria e, per chi fosse impossibilitato a seguire la diretta, a curare questo momento nei giorni della Settimana Santa.

«Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone» (Lc 24, 34). Questo pare essere uno dei più antichi saluti tra i credenti nel giorno di Pasqua. Il Signore risorto, che sempre ci accompagna, si mostri vicino a ciascuno di noi, perché in quel “Simone” ognuno possa vedere il proprio volto, la propria storia.

Con grande affetto vi abbraccio e vi benedico,

vostro

don Giovanni

Carmagnola, 4 aprile 2020

 

Messaggio del Parroco

 

Cari amici di San Bernardo e tutti coloro che ci raggiungono attraverso queste pagine,

la settimana di lancio del nuovo sito della Parrocchia coincide con l’inizio degli Esercizi spirituali per le parrocchie di San Bernardo, San Michele e San Giovanni, come un portale di ingresso alla grande Settimana Santa. 

Questo momento difficile che attraversiamo ci spinge più che mai a tener vive le relazioni e i contatti, tanto che volti e situazioni a cui avevamo fatto l’abitudine diventano adesso preziosi; il nuovo sito ci aiuterà in questi momenti (e anche in seguito) a sentirci collegati per scambiare informazioni e percorsi nella famiglia della nostra parrocchia, e frequentarlo ci aiuterà di più a sentircene parte. Un grazie di cuore a chi ci ha lavorato con passione e competenza.

Vi invito in questa settimana a vivere con intensità i giorni di esercizi: ringrazio padre Davide che dal suo convento di Chieri trasmetterà in streaming le meditazioni. Dove è possibile invito le famiglie a permettere anche agli anziani di collegarsi nei momenti previsti, attraverso questi canali, aiutandoli e offrendo loro i mezzi per poterlo fare. Quest’anno proponiamo anche agli adolescenti e giovani tre incontri di circa un quarto d’ora, dove abbiamo pensato di inserire testimonianze di vita di alcune persone con accenti molto profondi e provocanti: vi invito a ritagliare nelle sere proposte un quarto d’ora di tempo, ci aiuterà a dare valore anche alla distanza che ci “lega” in questi giorni.

Con grande affetto vi ricordo ogni sera nella Messa, tutti attorno all’altare dove Gesù nostra speranza torna a scendere,

vostro,
don Giovanni