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Carissimi amici,

dopo i giorni di esercizi spirituali in streaming predicati da Padre Davide e trasmessi dal suo convento di Chieri, entriamo nella Grande Settimana Santa che per noi cristiani è il cuore dell’anno. Morte e risurrezione: queste due parole hanno per noi un significato ancora più forte in questo 2020 per diverse ragioni. Il nostro pensiero va ai tanti malati che soffrono negli ospedali e ai medici e agli infermieri che li assistono non solo mettendo in gioco la loro professionalità ma ancor più la loro umanità intera con sguardi, gesti, parole, silenzi: in quelle corsie e stanze Gesù torna a morire e a risorgere perché «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13). Gli occhi poi cadono sulle nostre case dove, a somiglianza dei discepoli chiusi in quel primo mattino di Pasqua, anche noi siamo chiusi “con timore”. Anche qui morte e risurrezione tornano a essere parole piene di significato: abbiamo stravolto in pochi giorni abitudini, stili di vita, contatti, orari di lavoro, occasioni di incontro; è una morte a noi stessi per la fatica e la sofferenza che proviamo, ma è una vita nuova perché anche a distanza tanti legami si sono rafforzati, tanti problemi hanno preso una dimensione diversa, tanto aiuto abbiamo dato e ricevuto. Infine morte e risurrezione nel nostro percorso di fede: abbiamo vissuto una Quaresima completamente diversa anche per i ritmi, per i mezzi usati, per i momenti che abbiamo potuto vivere insieme e anche per quelli non abbiamo vissuto e che sono stati un “digiuno e astinenza” veri e forti.

Ora ci apprestiamo a entrare nel rivivere gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù: il Papa e i Vescovi hanno dato indicazione che la Settimana Santa sia celebrata in ogni Cattedrale e Chiesa parrocchiale, senza partecipazione di popolo, ma solo con l’aiuto di un diacono, di un ministrante, di un organista, di un cantore e di un tecnico per la ripresa. E’ il primo Triduo – e speriamo l’unico – che la Chiesa si prepara a vivere in questa forma.

Anche se saremo impossibilitati a vivere questi giorni uscendo fisicamente dalle nostre case, vi invito però a sentirci realmente uniti attraverso le trasmissioni nei nostri canali: parrocchiasanbernardo.it o su Facebook: Oratorio don Giovanni Franco, negli orari che sono indicati sul volantino che si trova in allegato. Grazie alla rete fibra a cui ci eravamo già collegati lo scorso anno nella Chiesa di San Bernardo, la trasmissione è buona e permette che tutte e tre le parrocchie di San Bernardo, San Michele e San Giovanni possano sentirsi “connesse” tra di loro. Le possibilità che la televisione e il web offrono specialmente in questi giorni sono molte in tanti orari diversi: ognuno è libero di seguire ciò che preferisce, ma vi invito a seguirne una in modo completo in clima di autentica preghiera non solo da “spettatore”, senza fare “zapping” tra computer e tv come se saltassimo da un telegiornale a un film. La distanza fisica non deve indurci a “commercializzare” le celebrazioni trasmesse.

Desidero poi qui di seguito darvi anche qualche spunto più pratico per cercare di vivere specialmente i giorni del Triduo con qualche azione che vada oltre ai momenti di preghiera individuali e celebrazione in comune.

Nel Giovedì Santo rivivremo l’istituzione del Sacramento dell’Eucaristia, che è la Vita di Gesù donata a noi lungo tutto il tempo, fino alla fine del mondo; il gesto della lavanda dei piedi – che quest’anno liturgicamente non potremo ripetere nella celebrazione – racchiude simbolicamente tutta la vita di Gesù: una vita donata, messa a servizio fino a farsi schiavo per ognuno di noi. Proviamo in questo giorno a vivere un gesto concreto di servizio silenzioso, quasi che gli altri non se ne accorgano, nei confronti di chi vive con noi nel perimetro della casa, a imitazione di Gesù che nel Cenacolo vive con i dodici ciò che mette a disposizione per ogni uomo.

Nel Venerdì Santo l’attenzione sarà sulla Croce: non uno strumento di morte, ma di Amore, come padre Davide ci ha ricordato sovente in questa settimana durante gli esercizi spirituali. Proviamo a vivere in questo giorno il digiuno che la Chiesa ci chiede, che consiste nel fare un unico pasto nella giornata oltre alla colazione: ci ricorda che «non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4, 4) e offriamo questa “preghiera di pancia” per tutti i sofferenti, per i medici e gli infermieri che in questo tempo offrono competenze professionali e la loro vita per l’assistenza degli ammalati. Sarebbe bello riempire quel tempo del digiuno riprendendo con calma la lettura della passione raccontata da san Giovanni, magari insieme, come famiglia, attorno alla tavola sulla quale, invece di piatti e bicchieri, poniamo un crocifisso.

Nel Sabato Santo la Chiesa sosta in silenzio davanti al sepolcro di Gesù: il suo corpo morto, calato dalla Croce, viene posto frettolosamente nel sepolcro, ma la sua anima scende a liberare i giusti che attendevano la risurrezione. Il gesto che questa giornata potrebbe suggerirci è il silenzio: proviamo oggi a viverlo nella forma di astenerci dalle parole inutili o dannose, dagli scatti di impazienza, dalle critiche o dalle lamentele su piccoli particolari di convivenza che non ci aiutano a vivere la carità.

Infine la Domenica di Pasqua ci invita a gioire per la risurrezione di Gesù: ogni cosa brutta è stata vinta con la risurrezione, perché anche la morte diventa strada e ingresso verso la vita che non ha fine. Specialmente in questo anno chiediamo nella preghiera e lasciamo che la gioia di questo giorno contagi i nostri cuori e le nostre case. Come gesto concreto per vivere questa gioia possiamo vivere con più cura qualche momento di famiglia nel pranzo, nel pomeriggio insieme, magari per chi è più solo con qualche telefonata per sentirsi e poterci raccontare qualcosa di bello.

Un’ultima parola sul Sacramento della Confessione. Quest’anno non sarà possibile proporre orari di disponibilità nelle parrocchie per non creare assembramenti e d’altronde le misure del governo ci chiedono di limitare le uscite. Come sempre la Chiesa insegna in situazioni di necessità, siamo chiamati ugualmente a vivere un momento più esplicito di richiesta di perdono e, nell’impossibilità per oggi di accostarci al Sacramento, riconciliarci con Dio al termine del cammino quaresimale. Come momento comunitario per fare questo insieme, con le parrocchie di San Bernardo, San Michele e San Grato, al termine della Via Crucis trasmessa in streaming martedì 7 alla sera, dove seppur brevemente, ma come comunità, rinnoveremo il nostro pentimento invocando su ognuno di noi il perdono del Signore. Vi invito ad unirvi ciascuno da casa propria e, per chi fosse impossibilitato a seguire la diretta, a curare questo momento nei giorni della Settimana Santa.

«Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone» (Lc 24, 34). Questo pare essere uno dei più antichi saluti tra i credenti nel giorno di Pasqua. Il Signore risorto, che sempre ci accompagna, si mostri vicino a ciascuno di noi, perché in quel “Simone” ognuno possa vedere il proprio volto, la propria storia.

Con grande affetto vi abbraccio e vi benedico,

vostro

don Giovanni

Carmagnola, 4 aprile 2020